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Category Archives: Banca e Finanza

Articolo apparso su: Il Sole 24 Ore – 2 Dicembre 2017

2-12-2017 Articolo Il Sole 24 Ore

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L’abc delle proprie finanze: 8 suggerimenti per ottimizzare le risorse personali

Un viaggio di mille miglia comincia sempre dal primo passo, diceva Lao Tzu, filosofo cinese.

Lo stesso concetto lo si può adattare al proprio portafoglio finanziario, che deve, necessariamente, rispondere a specifici bisogni personali e ad obiettivi di investimento.

Questa è una delle ragioni che ci portano a riflettere, prima di acquistare dei prodotti finanziari, sulla visione che dobbiamo avere della nostra situazione patrimoniale.

A tale proposito è bene tenere sempre a mente qualche semplice, ma efficace consiglio per la gestione delle risorse finanziarie.

  1. Elencare le spese: tenere traccia dei flussi di cassa personali dato che è fondamentale avere un’idea delle spese personali sia di quelle fisse che di quelle variabili.
  2. Dotarsi di un sistema di pagamento automatico per ciò che riguarda le spese fisse quali affitto, rata del mutuo, assicurazione, bollette ed abbonamenti vari.
  3. Calcolare la propria ricchezza netta e lo step successivo è quello di avere chiarezza tra attività positive (risparmi, valore degli immobili, attività finanziarie) e attività negative (passività).                                                                                                                          E’ palese che se si scopre che la propria ricchezza è vicina allo zero o addirittura negativa sarà fondamentale rivedere il proprio budget di spesa. Se invece si scoprirà che la ricchezza netta, nonostante sia positiva, derivi da un solo asset sarà importante diversificare le proprie attività.
  4. Creare una banca dati delle proprie finanze che può sembrare ovvio ma che nel medio e lungo periodo può aiutare molto nel razionalizzare l’utilizzo dei propri soldi.
  5. Decidere di quanta liquidità si ha bisogno sia per coprire le proprie spese, che per crearsi un fondo di scorta che possa rendersi utile in caso di emergenza.
  6. Stilare i propri obiettivi di investimento dato che la maggior parte delle persone ha si un’dea dei propri targets ma pochi  riescono a quantificare esattamente di quanto avranno bisogno per raggiungere tale scopo. Un ulteriore suggerimento è quello di dividere i propri obiettivi in tre importanti categorie, quali breve termine (sotto i 5 anni) medio termine (tra i 5 e i 10 anni) ed infine a lungo termine (sopra i 10 anni).
  7. Scegliere l’asset allocation tra un mix di azioni, obbligazioni e liquidità per poter raggiungere i propri obiettivi nel modo migliore.                                                                                                                                                                                                                                                                         fdfdd                                                                                                                                                                                                                        
  8. Gestire le proprie emozioni dato che ciò è fondamentale nell’affrontare eventuali momenti negativi dei mercati. Non servirà a nulla aver costruito il proprio portafoglio possibile se si perdono le staffe o ci si lascia prendere dall’ansia da ogni ribasso o ad ogni notizia economica negativa. Gestire la componente emotiva dell’investitore è forse il compito più difficile, soprattutto in periodi di alta volatilità. 

Ecco perchè avere al proprio fianco un consulente di fiducia è fondamentale.

Non è un caso che molti di tali comportamenti vengano studiati da una scienza che è la finanza comportamentale.

 

Dott. Luca Sperandio

l.sperandio@vianiassicura.it

Office: 045/8103331                                                                                                                    

 

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28 settembre 2017 – Forum Allianz 2017

Forum Allianz 2017 – 28 settembre 2017 Ore 18.00

Villa Brasavola De Massa – Piazza Cittadella,3

Verona   

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5 MOTIVI PER NON AVERE TROPPA LIQUIDITA’ SUI CONTI CORRENTI

Mediamente i risparmiatori italiani hanno una strana passione per la liquidità in portafoglio anche se, da più parti, specialisti sostengono che l’eccesso di liquidità porti a situazioni negative per i propri investimenti.

E quindi il motto è a tal punto: troppa liquidità fa male.

Ma ad ascoltare i risultati di un’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie fatte dal Centro Einaudi nel 2016 testimoniano che molte persone sarebbero orientate al classico comportamento dei soldi sotto il materasso o nel porcellino salvadanaio.

Ma la strada non è questa da percorrere, quanto piuttosto è fondamentale conoscere i fattori cruciali che hanno rilevanza nel decidere quanta liquidità di breve termine detenere nel primo asset di portafoglio.

A supporto di tutto ciò evidenzio 5 motivi per non eccedere con la liquidità:

1. Non è vero che la liquidità non è rischiosa: il pericolo è che venga erosa dall’inflazione.

Infatti, il rendimento reale della liquidità è molto basso, o, più spesso negativo; aver lasciato i soldi sotto il materasso in Italia dal 1990 al 2016, ad esempio, avrebbe reso in media una perdita annua di circa 8,2%.

Non certo una bella e positiva performance e ciò a testimoniare che l’inflazione non è certo un indicatore da sottovalutare.

2. La storia ci insegna che i mercati azionari nel lungo termine salgono.

E’ sufficiente dare un’occhiata veloce al grafico sottostante per rendersi conto. E parlo di rendimenti reali che tengono conto dell’effetto inflazione.

La liquidità come si può notare è certamente indietro nella classifica.

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3. Lasciate perdere il trading

Se si pensa di essere particolarmente “furbi” e usare la liquidità come serbatoio per lanciarsi nel market timing, cioè comprare e vendere cercando di battere il mercato, sappiate che le probabilità e la storia sono contro di voi. L’investitore privato tende a comprare troppo tardi quando i valori sono già saliti e vendere troppo presto quando si evidenziano le prime performance negative.

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4. Avere troppa cassa vi rende spendaccioni

E’ una questione di natura psicologica; se la giacenza sul conto corrente è elevata, rischiate di cadere in tentazione e acquistare cose delle quali non avete bisogno. Se invece il denaro è investito, sarà più difficile che disinvestiate per inseguire il richiamo dello shopping rimanendo più attenti alla vostra pianificazione finanziaria.

5. Conviene restare investiti in azioni ed obbligazioni, nelle proporzioni adeguate ai vostri obiettivi e alla durata prevista dal vostro investimento.

Anche se ciò comporta qualche “brutto colpo” al vostro portafoglio, nel lungo termine conviene sempre dato che il rischio di non essere investito nelle giornate “giuste” è troppo alto.

E il grafico sottostante sicuramente chiarisce bene questo ultimo concetto.

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In conclusione liquidità ok ma non troppo.

La liquidità serve essenzialmente a pagare le spese correnti e a fronteggiare qualche imprevisto.

Quindi, prendete correttamente le misure alle vostre esigenze di cassa e non detenete una quota elevate di liquidità rispetto al necessario, se volete investire in modo efficiente e trovare redditività dal vostro denaro.

Dott. Luca Sperandio

l.sperandio@vianiassicura.it

Office: 045/8103331

 

 

 

 

 

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Omicidio stadale e rinuncia alla rivalsa

“tanto a me non capita”

Pier Andrea CudiaForse non tutti ancora sanno che da circa un’anno, aprendo il codice PENALE ci si imbatte su un nuovo articolo che riguarda la vita di ogni individuo che quotidianamente decide di salire a bordo della propria auto, e in un paese come l’Italia dove secondo dati ISTAT circolano 600 auto ogni 1000 abitanti , credo che quest’ultima riguarda un po tutti.
Tale nuova ed importantisima introduzione penale disciplinata dall’art 589-bis riguarda l’ OMICIDIO STRADALE.
Quest’ultimo reato, autonomo, è graduato su tre varianti: resta la pena già prevista per l’ipotesi di base, quando la morte sia stata provocata violando il codice della strada (2-7 anni di reclusione); la seconda variante prevede da 8 a 12 anni di carcere per chi provoca un incidente mortale sotto effetto di stupefancenti o in stato di ebrezza grave (tasso alcolemico superiore a 1,5g per litro); la terza fattispecie contempla la reclusione da 5 a 10 anni per chi “uccide” con un tasso alcoolemico lieve( oltre 0,8g per litro). Immagine Pier

Gli anni di carcere arrivano a 18 nel caso in cui il conducente provochi la morte di una persona o lesioni, anche lievissime di un’altra o più persone.

In un cosi severo ma giusto contesto giocano un ruolo fondamentale le compagnie assicurative con le mille loro insidie, in particolare una tra tutte: la rinuncia alla rivalsa.

Quest’ultima che deriva da una norma di legge, è il diritto delle compagnie assicurative di rivalersi sul proprio assicurato e chiedere il “conto” dopo aver risarcito il danno ai terzi coinvolti in un’inciente, qualora sussistano gravi violazoni del codice stradale o appunto sussista lo stato di ebrezza, si attesti la guida sotto effetti di stupefacenti(o psicofarmaci), revisone scaduta o patente non rinnovata.

E’ dunque di estrema importanza la clausa di rinuncia alla rivalsa ove l’ipotesi su indicate sono anche solo lontanamente ipotizzabili, come nel caso di figli giovani che potrebbero prendere l’auto, anche se in realtà anche ad un genitore potrebbe capitare di bere un bicchiere in più ad una festa, e pur essendo in buona fede, aimè essere vittima del fato.
Questa clausula assicurativa dunque non deve mai essere sottovalutata, dimenticata o ancora peggio (ma non raro) occultata da polizze on.line o assicuratori senza etica che pur di accaparrarsi il mercato con premi vantagiosi promettono contratti estremamemte pericolosi per il contraente, rischiando di mettere sul lastrico intere famiglie.

Per concludere le esclusioni nelle polizze RCA sono mollte, alcune conosciue e facilmente individuabili, altre più ”nascoste”; è per questo che una BUONA polizza assicurativa, deve sicuramente non essere troppo onerosa ma deve pur sempre svolgere il compito per la quale è nata: assicurare!

Massimali alti, anche un po’ sopra i limiti di legge e la casellina di rinuncia alla rivalsa sempre barrata, sono sicuramente un buon punto di partenza, anche se è sempre bene ricordare che PRIMA di iniziare a bere anche POCHI bicchieri, è d’obbligo dare le chiavi della propria auto a qualcun’altro o rintracciare il numero di un taxi.

Sig. Cudia Pierandrea
ALLIANZ SPA
AGENZIA VERONA ARENA
VIANI ASSICURAZIONI Srl

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Protezione del patrimonio: vantaggi e limiti delle polizze assicurative sulla vita

Dal punto di vista generale, l’assicurazione sulla vita è un contratto con cui il contraente si obbliga al versamento di uno o più premi e l’impresa assicurativa si obbliga a pagare un capitale od una rendita al verificarsi di un evento legato alla vita umana: morte o sopravvivenza.

codice-civileI beni conferiti sotto forma di premio (solitamente denaro) diventano proprietà della Compagnia, lasciando al contraente il diritto alla prestazione oggetto del contratto.

Detto questo, occorre affermare come lo strumento della polizza vita che può strutturarsi in puro rischio, previdenziale o finanziaria, possa realizzare effetti protettivi del patrimonio. In primis sorge spontanea la domanda: i premi pagati possono considerarsi impignorabili o insequestrabili?

Innanzitutto occorre chiarire come l’art. 1923 del codice civile stabilisca che le somme dovute dall’assicuratore al contraente (o al beneficiario) non possono essere sottoposte ad azione esecutiva (es. pignoramento) o cautelare (es. sequestro conservativo o giudiziale); sono però, fatte salve le disposizioni relative alla revocatoria (fallimentare od ordinaria) per gli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e quelle relative alla collazione, all’imputazione e alla riduzione della donazione.

In sostanza tutto ciò che sta a significare?

E’ fondamentale che i contratti vita siano fatti “in bonis”, ovvero in un periodo non sospetto e non in pregiudizio di terzi.

E’ pacifico, infatti, che i soggetti che riuscissero a dimostrare di avere subito un pregiudizio potrebbero sempre richiedere il riscatto della polizza arrivando a soddisfare le proprie pretese.

In tema di impignorabilità e insequestrabilità è intervenuta ovviamente la Corte di Cassazione a Sezioni unite affermando l’impossibilità per un curatore fallimentare di riscattare una polizza vita sottoscritta con finalità previdenziali.

Il tema previdenziale delle polizze vita, quindi, costituisce l’elemento su cui si sono basate molte pronunce giurisprudenziali al fine di sottolineare l’assoluta intangibilità delle somme in esse versate.

Dott. Luca Sperandio

l.sperandio@vianiassicura.it

office: 045/8103331

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IL MANDATO FIDUCIARIO: La protezione oltre la polizza finanziaria

Può capitare che in relazione ad una difesa del proprio patrimonio soprattutto nei confronti di terzi si necessiti di un livello superiore di protezione rispetto alla semplice sottoscrizione di una polizza finanziaria.

E allora quale può essere uno strumento efficace in tal senso?

La normativa prevede l’istituto del Mandato fiduciario in base al quale un soggetto (fiduciante) trasferisce un diritto o uno più beni ad un altro soggetto (fiduciario) che ha l’onere di amministrarlo in modo professionale, trasparente e riservato.

A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come si utilizza il mandato fiduciario? E a chi serve?

Innanzitutto il titolare dei beni conferisce nella società fiduciaria prescelta un mandato in forma scritta in cui sono elencate tutte le condizioni da rispettare nell’ambito dell’amministrazione del patrimonio dei suoi beni.

E questa operazione di intestazione finanziaria determina una serie di effetti che si possono evidenziare in:

  • Separazione di fatto tra “proprietà effettiva” e “formale intestazione” dei beni; solo il è potere di agire viene lasciato alla società fiduciaria, restando la proprietà di esclusiva pertinenza del fiduciante
  • diritto del fiduciante alla restituzione in qualsiasi momento dei beni affidati alla fiduciaria
  • obbligo della fiduciaria di astenersi dall’esercitare qualsiasi attività relativa ai beni amministrati se non sulla base di preventive ed esclusive istruzioni del fiduciante
  • rigorosa separazione tra patrimonio della fiduciaria e i beni di ciascun fiduciante.

 

foto-mandato-fiduciario2Detto questo, possiamo evidenziare come i destinatari di una amministrazione fiduciaria siano coloro che necessitano di una profonda e strutturata riservatezza in quanto con tale operazione si crea uno schermo tra clienti ed i terzi.

Agli occhi del mondo esterno, infatti, i beni sono formalmente intestati alla società fiduciaria.

Alcuni esempi potrebbero chiarire meglio il concetto di destinatari:

 possibilità di costituire in pegno titoli o valori intestati fiduciariamente a garanzia di finanziamenti ottenuti, mantenendo riservata l’identità dell’effettivo garante al mercato (es: consultazione centrale rischi)

schermo di riservatezza in caso di capitali rimpatriati dall’estero in seguito ai c.d. “scudi fiscali”

esigenze di riservatezza legate al contesto familiare o sociale come nel caso di passaggio generazionale. 

Tutto ciò in sintesi per dire che gli strumenti normativamente previsti ci sono senza dover ricorrere a stratagemmi od artifizi che spesso possono essere oggetto di facili attacchi o di azioni di revoca da parte di terzi.

 

Dott.Luca Sperandio

Tel.: 045/8103331

Mail: l.sperandio@vianiassicura.it

 

 

 

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