Può capitare che in relazione ad una difesa del proprio patrimonio soprattutto nei confronti di terzi si necessiti di un livello superiore di protezione rispetto alla semplice sottoscrizione di una polizza finanziaria.

E allora quale può essere uno strumento efficace in tal senso?

La normativa prevede l’istituto del Mandato fiduciario in base al quale un soggetto (fiduciante) trasferisce un diritto o uno più beni ad un altro soggetto (fiduciario) che ha l’onere di amministrarlo in modo professionale, trasparente e riservato.

A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come si utilizza il mandato fiduciario? E a chi serve?

Innanzitutto il titolare dei beni conferisce nella società fiduciaria prescelta un mandato in forma scritta in cui sono elencate tutte le condizioni da rispettare nell’ambito dell’amministrazione del patrimonio dei suoi beni.

E questa operazione di intestazione finanziaria determina una serie di effetti che si possono evidenziare in:

  • Separazione di fatto tra “proprietà effettiva” e “formale intestazione” dei beni; solo il è potere di agire viene lasciato alla società fiduciaria, restando la proprietà di esclusiva pertinenza del fiduciante
  • diritto del fiduciante alla restituzione in qualsiasi momento dei beni affidati alla fiduciaria
  • obbligo della fiduciaria di astenersi dall’esercitare qualsiasi attività relativa ai beni amministrati se non sulla base di preventive ed esclusive istruzioni del fiduciante
  • rigorosa separazione tra patrimonio della fiduciaria e i beni di ciascun fiduciante.

 

foto-mandato-fiduciario2Detto questo, possiamo evidenziare come i destinatari di una amministrazione fiduciaria siano coloro che necessitano di una profonda e strutturata riservatezza in quanto con tale operazione si crea uno schermo tra clienti ed i terzi.

Agli occhi del mondo esterno, infatti, i beni sono formalmente intestati alla società fiduciaria.

Alcuni esempi potrebbero chiarire meglio il concetto di destinatari:

 possibilità di costituire in pegno titoli o valori intestati fiduciariamente a garanzia di finanziamenti ottenuti, mantenendo riservata l’identità dell’effettivo garante al mercato (es: consultazione centrale rischi)

schermo di riservatezza in caso di capitali rimpatriati dall’estero in seguito ai c.d. “scudi fiscali”

esigenze di riservatezza legate al contesto familiare o sociale come nel caso di passaggio generazionale. 

Tutto ciò in sintesi per dire che gli strumenti normativamente previsti ci sono senza dover ricorrere a stratagemmi od artifizi che spesso possono essere oggetto di facili attacchi o di azioni di revoca da parte di terzi.

 

Dott.Luca Sperandio

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